Luglio 17, 2021

VIAGGIO DI UN PADRE

By MATTEO DI GENNARO

CURATO DALLO SCRITTORE MATTEO DI GENNARO

Nove anni fa, quando sei nato, ho preparato la valigia per affrontare questo lungo viaggio; l’ho riempita della mia esperienza, dei miei errori, delle mie debolezze, della mia forza e del mio coraggio, ma soprattutto, l’ho riempita del mio amore. Abbiamo gattonato insieme, lentamente ci siamo alzati, e compiuto i primi passi dentro quella meravigliosa avventura che è la vita. Ogni volta che stavi per cadere, ero lì, pronto a sorreggerti, e ogni volta che piangevi per un dolore ancora non compreso, asciugavo quelle lacrime col mio sorriso, divenuto negli anni, il tuo sorriso.

I mille “perché” desiderosi di risposte, avvolgevano il mio tempo che finalmente, dopo tanto vagabondare, aveva trovato il suo senso. Ti ho insegnato a non arrenderti, a non mollare, ti ho parlato di mondi sconosciuti e di civiltà antiche, di un Dio che non sta in cielo ma dentro il tuo cuore, di filosofie diverse, per farti capire che non esiste il diverso. Abbiamo corso, giocato e riso insieme, nuotato uno fianco all’altro, nel mare calmo che non conosce fine.

Poi, all’improvviso, tutto è cambiato; il freddo vento dell’egoismo, della menzogna, e un virus cattivo ignaro della sua forza distruttrice ci hanno separato, spegnendo la luce dei nostri giorni. Trascorsero le settimane, i mesi, solo qualche minuto al telefono per sentirci, per non lasciarci; fu allora, nel momento più buio, che il padre è divenuto figlio e il figlio, divenne padre.

Di nuovo abbiamo gattonato insieme, ma ora, eri tu a guidarmi, lentamente ci siamo rialzati, ma eri tu, a sorreggermi, e ogni volta che piangevo per un dolore troppo grande, asciugavi le mie lacrime con il tuo sorriso, che col tempo, è divenuto il mio sorriso. I mille “perché” desiderosi di risposte, venivano placati dal suono della tua voce, e ancora una volta, il tempo riuscì a trovare il suo senso. Mi hai insegnato a non arrendermi, a non mollare, aiutandomi a riscoprire l’uomo che ero, e adesso che la tempesta è passata, di nuovo corriamo, giochiamo e ridiamo insieme, nuotando uno fianco all’altro, nel mare calmo che non conosce fine.