Maggio 11, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 17-LA RESA DEI CONTI

By MATTEO DI GENNARO

Ogni metro consumato fu appesantito dal violento soffio del Male; avvicinandosi alla Casa Malata, il buio diveniva sempre più nero, e il vento sempre più freddo accompagnato dall’urlo inquietante della Vecchia Strega Zoppa. Protetto dall’aurea di luce però, Wi continuò senza indugio il suo cammino, consapevole che quel buio, quel vento e quel grido, altro non erano che illusioni ormai senza potere alcuno. Il Bene, da sempre considerato dal suo nemico patetico e debole stava capovolgendo i ruoli, e Wi, con la sua ferocia determinazione era divenuto un crudele guerriero senza pietà e compassione, pronto a distruggere le tre creature infernali.

Giunto alla fine della salita Wi si trovò davanti alla Casa Malata; protetta da una coltre di nebbia pareva inaccessibile, ma il giovane Cantastorie non si perse d’animo, tagliando col suo canto melodioso l’ultima difesa del Male:

Ti nascondi come sempre perché altro non sai fare,

sei solo una torbida illusione destinata ormai a sparire,

quanta gente per colpa tua ho visto morire,

quante anime perdute avvolte nella tua ombra,

non potranno più tornare.

Vieni avanti fatti vedere,

oppure ti spaventa questo mio sapere,

mostrami pure quanto sei forte,

io non temo nulla, nemmeno la morte…”

La nebbia si ritirò velocemente quasi a cercare un riparo sicuro, facendo emergere in tutta la sua malvagia essenza La Vecchia Strega Zoppa.

Tu…sciocco ingenuo, credi veramente di sconfiggere ciò che da sempre esiste e che in fondo al tuo cuore da sempre temi?”

Lo sto già facendo” – rispose sprezzante Wi – “c’è stato un tempo in cui tu e la tua maledetta famiglia avevate gioco facile su di me, un tempo in cui il vostro Padrone, il Male, giocava con le debolezze del mondo, ma ormai siete il passato, ormai, siete il nulla.”

Zoppicando verso la cantina, girata di spalle, sussurrò diabolicamente il suo veleno:

Guarda tuo figlio, combattilo se ne hai la forza, lui è nostro, forgiato nell’oscurità delle tenebre…”

Skan scese le scale accompagnato da Madame Borderline e dal Ragazzo Deviato fermandosi a pochi metri dal padre; i suoi occhi neri lo guardarono freddamente, ma in quell’oscurità Wi scorse una piccola fiamma di luce e fu dentro quel minuscolo bagliore che concentrò tutta la sua energia.

Vieni da me Skan…non avere paura…sono tuo padre…”

Te ne sei andato, lasciandomi solo con loro…”

Guardali per quello che sono…non ti amano, non ti hanno mai amato…vogliono solo possederti, plasmarti, imprigionarti…sono il Male, e tu figlio mio sei Skan, il Cielo, protettore della potenza creatrice e giudice degli uomini e degli Spiriti…abbatti su di loro il tuo giudizio, annienta il Male e libera il mondo.”

Non ascoltarlo” – lo pregò piangendo Madame Borderline – “sono tua madre e ti sono sempre stata vicino, lui se n’è andato lo sai bene anche tu, e tuo fratello ti vuole bene, s’è sempre preso cura di te.”

Il cuore di Skan prese a pulsare velocemente avvolto da un calore insopportabile mentre i suoi occhi, vagando senza sosta, cercarono un appiglio sicuro dove porre fine a quella frenetica corsa; quello sguardo impaurito fu raccolto da una luce potente che d’improvviso si materializzò al centro della Casa Malata prendendo corpo nel padre di Wi.

Skan, ascolta tuo padre, vai da lui…assolvi il tuo compito…abbraccia il tuo destino…”

Chi sei?” – sussurrò Skan con un filo di voce.

Tuo nonno…ho sempre vegliato su di te…libera ciò che sei e veglia su questo mondo!”

Gli occhi di Skan persero l’oscurità e una luce abbagliante circondò il suo corpo innalzandolo al cielo.

Voi!…” – esplose in tutta la sua ira – “Creature infernali…avete stroncato vite, proliferato nella menzogna, fomentato odio e perversione! Voi!…Avete ingannato l’ingenuità dell’uomo! Voi!…Anime nere prostituite al Male che siate maledetti per l’eternità!…Io sono Skan, il Cielo, uno dei Quattro Spiriti Superiori, giudice degli uomini e degli Spiriti, e infliggo a voi, miserabili, il mio giudizio e la mia punizione! Che le vostre carni e la vostra dimora si sgretolino all’istante, e che le vostre anime immonde siano rinchiuse nella buia prigione del Nulla!”

La Vecchia Strega Zoppa, Madame Borderline e il Ragazzo Deviato si dissolsero in polvere spazzata via dal vento, emettendo un ultimo, disperato grido di terrore, e la Casa Malata inghiottì se stessa in una voragine che si richiuse in un battito di tempo, lasciando spazio al lento rigenerarsi di Madre Natura.

Figlio mio, nipote…siate vigili e non dimenticate mai chi siete…”

Stretti in un forte abbraccio, Wi e Skan videro l’antico guerriero allontanarsi in una sontuosa danza di luce che illuminò l’orizzonte.

Dove andiamo papà?” – chiese Skan.

Ovunque ci sia bisogno di luce figlio mio…”