Maggio 4, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 16-IL CANTO DEL TEMPO

By MATTEO DI GENNARO

Un freddo gelido si levò d’improvviso accompagnato dall’urlo agghiacciante della Vecchia Strega Zoppa che fece vacillare le fondamenta del piccolo paesino di montagna; terrorizzati gli abitanti si rinchiusero nelle loro case aspettando inermi che tutto si placasse.

Wi si sedette su di una panchina al centro del paese, indifferente al selvaggio urlo del Male; accordò la chitarra e iniziò a cantare le sue parole di Luce:

Che questo canto si alzi in alto fino ad arrivare alle stelle,

affinché possa saziarsi dell’infinito sussurro che da sempre,

soffia verità e amore forgiando storie delle più belle.

Che questo canto possa poi scivolare dritto in fondo al vostro cuore,

affinché risvegli quel dolce calore,

che scioglie in un attimo la fredda notte dell’orrore.

Non è più tempo del Buio e dell’Inganno,

si spalanchino le porte alla Luce, che non ci sia più affanno.

Non è più tempo della Menzogna e dell’Ignoranza,

si aprano le porte alla Verità e alla Speranza.

Il Male ha paura ed è ormai agonizzante,

fa sempre meno male il suo urlo straziante,

il suo tempo è finito, nella miseria s’è concluso,

che sia bandito e nella prigione più nera rinchiuso.

Non abbiate paura, aprite i vostri cuori,

liberatevi dall’odio, dalle sofferenze e dai rancori,

siate felici e abbracciate di nuovo la vita,

perché lei vi ha sempre amato, anche quando l’avete tradita.

Percorrete la giusta via risvegliando ciò che siete,

senza timore alcuno siate consapevoli…e vivete.”

Ogni porta si aprì facendo entrare nelle case i caldi raggi del sole ormai alto nel cielo; la gente si riversò nelle strade del piccolo paesino di montagna intonando insieme al giovane Cantastorie l’amore ritrovato. La gioia che in breve si propagò in ogni sentiero diede ancora più forza a Wi che circondato da un’aurea di luce si diresse verso la Casa Malata.

Il suo destino, quello di Skan, e di tutto il mondo stava per compiersi.