Aprile 27, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 15-UN PICCOLO AIUTO

By MATTEO DI GENNARO

Il sonno di Wi sorvegliato dalla maestosa quercia lo proiettò in una dimensione astrale in cui tutto diviene possibile, dove le anime si incontrano, un luogo sicuro inaccessibile al Male, una sottilissima striscia d’Universo governata dalla perpetua Luce dell’amore.

Si ritrovò a camminare lungo la riva del fiume Wakan in una tiepida giornata di sole, quando d’improvviso un lontano riflesso, avvicinandosi, diede corpo ad una figura: padre e figlio si strinsero in un poderoso abbraccio.

Sedendosi ai piedi del fiume rimasero in silenzio per un tempo indefinito.

Padre…ho pregato affinché tu arrivassi a portarmi delle risposte…”

Figliolo non è compito mio questo…ma tuo…”

In che posto siamo?”

Al sicuro, qui il Male non può arrivare, siamo in un luogo di pace dove le anime purificano la loro essenza prima di elevarsi al pari del nostro Padre Wakan Tanka.”

Lentamente le loro sembianze cominciarono a cambiare fino a divenire ciò che furono in un tempo ormai andato perduto; un bambino seduto sulla riva del fiume sacro immerso nei racconti di un giovane guerriero.

Credi davvero che Wakan Tanka vegli su di noi?”

Forse ne dubiti?”

…Credo di sì…e me ne vergogno…”

Non devi vergognarti delle tue scelte o dei tuoi pensieri, in quanto racchiudono il fine ultimo del nostro Padre.”

Quale padre potrebbe vedere un senso nel distacco dal proprio figlio.”

Un padre degno di questo nome.”

Non capisco…”

A volte il distacco è necessario o semplicemente inevitabile, ma alla fine unirà ancora di più padre e figlio…il padre aspetterà paziente il riunirsi perché sa che ciò andava fatto e non proverà sofferenza ma gioia, e il figlio, capendo finalmente quanto sia desolante anche un solo istante vissuto lontano dal proprio padre, lo cercherà, lo troverà e lo stringerà forte a sé, e alla fine diverranno un’anima unica che brillerà di luce dentro un tempo senza fine.”

Vorrei tanto avere la tua forza e la tua saggezza padre.”

Fanno parte di te figliolo, ma non lo ricordi…hai dimenticato chi veramente sei, da dove vieni…nelle nostre vene scorre sangue Sioux, siamo guerrieri feroci che affrontano senza paura il loro nemico guardandolo in faccia…sappiamo da sempre ciò che è giusto fare…ricorda chi sei…torna in te…non farti sopraffare dal dolore, abbraccialo, divieni parte di lui e consideralo per quello che è veramente…un dono prezioso senza il quale non potresti compiere il tuo destino e quello di Skan…sarò sempre al tuo fianco figlio mio…”

Destatosi dal lungo sonno Wi aprì gli occhi al nuovo giorno. Guardando il cielo scorse una piccola crepa di luce che timidamente cercava di farsi largo tra le nubi nere intuendo il messaggio insito in quel minuscolo battito di vita; anche nell’ombra più buia esiste uno spiraglio di luce, basta solo cercarlo e aprirlo fino a squarciare il nero che lo circonda. Rinvigorito dalle parole del padre, riacquistò la consapevolezza nel suo destino…portare luce laddove vige il buio. Lui era Wi, il Sole, luminoso, forte, indistruttibile.

Non ti deluderò padre…non ti deluderò figlio mio…che tutto si compia…”