Aprile 20, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 14-L’URLO DEL DOLORE

By MATTEO DI GENNARO

Vagando afflitto per i sentieri di quel piccolo paesino di montagna, ormai tornato ad essere buio e preda delle fauci aguzze del Male, Wi si stava lentamente consumando dentro il suo dolore. Rintanati nella Casa Malata i tre demoni dell’inferno continuavano con orgogliosa soddisfazione a festeggiare l’annientamento del loro nemico; la Vecchia Strega Zoppa preparò sontuosi banchetti sui quali il Ragazzo Deviato si tuffò con ingordigia, mentre Madame Borderline riprese la sua squallida esistenza dividendosi tra i numerosi amanti e il continuo urlare al mondo la sua generosità di facciata. Come il padre, Skan conviveva ogni giorno con la sofferenza per un distacco che ancora non riusciva pienamente a comprendere dando inizio ad una battaglia interiore che lo destabilizzava sempre più; il carattere forte ereditato dal padre riuscì comunque a mantenere ben saldo nel suo cuore ciò che da lui aveva appreso, nonostante i continui tentativi da parte della nonna, della madre e del fratello di corrompere la genuinità di quel sentimento.

Più volte Wi cercò di tornare in sé per riacquistare la forza necessaria che gli sarebbe servita per combattere quelle creature demoniache, senza però riuscirci; ormai era stremato e a fatica riusciva a reggersi in piedi.

Attingendo a tutte le sue energie un pomeriggio si recò davanti alla Casa Malata per stare col figlio, avrebbero passato un po’ di tempo insieme camminando per i polverosi sentieri di montagna assaporando la gioia di stare insieme.

La Vecchia Strega Zoppa sferrò un sinistro sorriso a Wi e il Ragazzo Deviato, caricato a dovere dalle menzogne della nonna e della madre, inveì furiosamente sul giovane Cantastorie:

Skan non sta bene e non può scendere!”

Sono suo padre e voglio vederlo!” – rispose Wi – “Fammi entrare in casa per qualche minuto!”

Tu non metterai più piede in questa casa, hai fatto soffrire mia madre! Vattene!”

Spiazzato da quelle parole Wi rimase immobile per qualche secondo; avrebbe potuto rispondere con la stessa violenza, ma non lo fece, ancora una volta mise al primo posto il benessere del figlio evitandogli le destabilizzanti reazioni di una rabbia che stava crescendo sempre più.

Di nuovo si voltò incamminandosi verso l’ignoto avendo come unico compagno l’assordante silenzio dell’ingiustizia. Da lontano vide Madame Borderline nascosta tra gli alberi concedersi all’amante di turno in un susseguirsi di animalesche perversioni. Il passo pesante lo trascinò apaticamente per diverse ore fino a quando, ormai senza forze, si accasciò ai piedi di una quercia scomparendo nell’ombra della notte…una notte in cui si levò al cielo l’urlo di dolore di un padre:

Com’è possibile! Come può essere!

Trattato come il peggiore dei delinquenti!

Esiliato da coloro che ho amato!

Allontanato da mio figlio, unica ragione di vita!

Non ho più forza, l’uomo che ero s’è perso per sempre,

straziato, fatto a pezzi, immolato sull’altare della Menzogna!

Maledetti! Che siate maledetti!

Cosa devo fare! Aiuto!

Che qualcuno mi aiuti!

Pur sopraffatto dalla disperazione Wi s’aggrappò all’unico spiraglio di luce che gli era rimasto, ossia l’essere padre, perché ancora prima che uomo o principe della luce o qualsiasi altra cosa fosse, era un padre, e questo gli avrebbe dato la spinta necessaria per riemergere dall’inferno in cui era precipitato, colpendo con tutta la sua furia la Vecchia Strega Zoppa, Madame Borderline e il Ragazzo Deviato, riportando a sé il figlio Skan.