Aprile 13, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 13-IL MECCANISMO DEL MALE

By MATTEO DI GENNARO

Quando ancora il nulla regnava incontrastato in ogni angolo dell’Universo, il Male già pianificava le sue mosse; avvolto da un saio nero iniziò a spargere dentro il silenzio del tempo il suo potente veleno, innescando un meccanismo infernale che avrebbe soffocato fin dagli albori, la luce destinata ad illuminare la vita deturpandone l’essenza. Con inquietante lucidità stese il malvagio giogo dell’inganno sopra il primordiale battito del Creato instillando il seme della menzogna, dell’odio e dell’ignoranza, grazie alle quali avrebbe governato indisturbato i cuori delle future vittime.

Soddisfatto del lavoro appena compiuto soffiò nei molteplici mondi dell’Universo la sua nefasta legge:

Mai comprenderete chi veramente sono, le mie fattezze come il mio scopo ultimo a voi sarà sconosciuto, mi combatterete e in alcuni momenti penserete pure d’avermi sconfitto, ma sarete voi a perdere, naufragando nell’illusione di una falsa vittoria poichè ciò contro cui vi scontrerete, ciò che stupidamente annienterete sarà in realtà il mio peggior nemico; il Bene diverrà oscuro e io, risplenderò nell’eternità del tempo poiché fin dal principio tutto era già stato scritto.

Entrerò nelle vostre vite manipolandole, addestrandole, dandovi ciò che desiderate; innalzerò per voi un Dio nel quale vi rifugerete e al quale offrirete le vostre sofferenze confidando in un aiuto che mai arriverà. Trasformerò le vostre emozioni in demoni incontrollabili, che lentamente diverranno padroni delle vostre azioni e laddove anche il minimo dubbio verrà insinuato, senza pietà sarà distrutto dai miei inconsapevoli figli, ormai assuefatti alla contorta logica dell’inganno.

Sarò con voi e in mezzo a voi, nelle guerre combattute sui campi di battaglia come in quelle consumate tra le mura di casa e soprattutto lì, godrò delle vittorie più esaltanti, in quanto non esiste vittoria più grande che quella ottenuta dividendo e uccidendo l’amore che unisce.

Verrà un tempo in cui la Luce proverà ad emergere con insignificanti creature che penseranno di sconfiggere il mio dominio: lascerò a loro la gloria di pochi attimi colpendoli poi all’improvviso nella notte più buia, infliggendo un dolore talmente grande da spezzarli per sempre. L’eternità non ha segreti per il Male, conosco profondamente gli algoritmi che si celano nella sua patetica convinzione della vittoria finale; ogni tentativo sarà destinato a fallire miseramente divenendo non più che un noioso trastullo.

Ai miei occhi oscuri s’è mostrato l’inesorabile declino della Luce e del suo inetto principe; un doloroso epilogo spegnerà l’ingenuo Cantastorie quanto le sue miserabili parole, senza lasciare memoria del suo passaggio e il figlio, diverrà il Protettore del Male ammaestrato dai miei tre fedeli servitori. Mi sembra quasi di sentire l’odore della sua carne, il sapore della sua paura, dell’angoscia che avanza prepotentemente schiantandosi con inaudita violenza contro il suo cuore, frantumandolo in mille pezzi.

Che vita spesa inutilmente…quanta debolezza in quel piccolo uomo…sarebbe stato meglio per lui non essere mai nato.

Con gaudio e perseveranza rinnovo a voi il mio infausto dono affinché vi addormentiate nei giorni bui che verranno.

Non siate ostinati e non siate timorosi, io vi porto il caldo riparo della menzogna proteggendovi dal pungente freddo del dubbio…siate con me…ora, e per sempre.”