Marzo 30, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 11-SKAN

By MATTEO DI GENNARO

L’ultimo anno si trasformò per Wi nell’inesorabile annullamento di ciò che fu. Vagò negli ormai bui sentieri dei villaggi vicini portandosi appresso il suo nuovo compagno di vita: un malessere persistente che in silenzio, giorno dopo giorno, spense anche la più piccola fiamma di ribellione. Le parole del giovane Cantastorie pur mantenendo l’antica sacralità, non riuscirono più ad illuminare i cuori degli uomini, non ne avevano la forza, disperdendosi tristemente nella desolante indifferenza di automi senz’anima. L’assuefazione mentale di Wi fu oppressa inoltre dalla stanchezza fisica; il suo disperato peregrinare divenne un’inconsapevole via di fuga da un’esistenza che non gli era mai veramente appartenuta. Per non deludere le continue aspettative della nuova famiglia si prodigò in molteplici lavori senza fine, che sfiancarono ancora di più la sua lucidità; La Vecchia Strega Zoppa e Madame Borderline col loro quotidiano stillicidio oberarono d’impegni il povero giovane insinuando sapientemente nel suo cuore ormai alla deriva, l’inadeguatezza quanto la scarsa utilità degli sforzi compiuti. Infine il Ragazzo Deviato nella sua contorta logica iniziò a prendersi carico dei lavori di casa, mascherando con il suo scaltro impegno l’incomprensibile desiderio di sminuire il lavoro di Wi, facendolo sentire ancora più inutile.

Il Male conosce profondamente l’animo umano e si diverte a giocare con le sue debolezze e bisogni, consapevole che le battaglie più importanti si combattono e si vincono, nell’indisturbato silenzio della quotidianità.

Una sera varcata la soglia della Casa Malata fu accolto dal sorriso di Madame Borderline; sorriso da molto tempo confinato dentro la macabra essenza della cattiveria.

Amore mio diventerai padre.” – le sussurrò dolcemente.

Il volto di Wi s’illuminò d’improvviso; quelle parole riaccesero in lui la gioia di vivere dando di nuovo uno scopo ai giorni futuri. Stringendola forte a sé la guardò con amore e gratitudine; tutto il malessere che fino a quel momento l’aveva ottenebrato si dissolse nel nulla. I mesi seguenti ricoprì d’attenzione Madame Borderline senza fargli mancare nulla, coccolandola con devozione, accarezzandole costantemente l’ormai prominente pancia dentro la quale stava crescendo una parte di lui. Le sue storie ripresero vigore riuscendo di nuovo a riportare anche se flebile, uno spiraglio di Luce ovunque si posassero.

In una tiepida mattina di Marzo nacque Skan. Questo il nome che gli fu dato in onore dei suoi antichi avi; nel villaggio dove visse Wi, Skan era uno dei Quattro Spiriti superiori, ossia il Cielo, protettore della potenza creatrice e giudice degli uomini e degli Spiriti. Non appena lo prese in braccio ritornò lucido nella sua mente il ricordo di ciò che il Destino aveva preparato non solo per lui e per il figlio, ma per il mondo intero; riecheggiarono le parole del padre recitate con garbo alla Luna in una notte di fine estate:

Che mio figlio possa essere forte,

prendendosi gioco della morte,

che suo figlio sappia essere degno,

dell’impavido compito a lui assegnato,

distruggendo il Maligno,

affinché il mondo,

possa essere perdonato.”

La Vecchia Strega Zoppa lasciò crogiolare Wi nel suo patetico mondo fatto di sogni, passione e ardore; tutto sarebbe tornato a suo vantaggio, molto presto, l’estasi del momento avrebbe preso la sua reale forma: una torbida illusione pronta ad inghiottire il giovane Cantastorie.

Allontanandolo dal padre, La Vecchia Strega Zoppa avrebbe plasmato Skan nella menzogna aiutata da Madame Borderline e dal Ragazzo Deviato costruendo meticolosamente nel tempo, il guerriero più temibile e crudele che il mondo avesse mai conosciuto.