Marzo 23, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 10-IL LENTO LOGORIO DEL MALE

By MATTEO DI GENNARO

Wi venne accolto dalla sua nuova famiglia con tutti gli onori; La Vecchia Strega Zoppa preparò abbondanti pietanze dispensando sorrisi e racconti di una vita dura dedicata al benessere dei propri cari, il Ragazzo Deviato si mostrò desideroso di apprendere gli insegnamenti del giovane Cantastorie, accompagnandolo in più di un occasione nei villaggi vicini e Madame Borderline si dedicò anima e corpo al suo nuovo compagno di vita esplodendo continui sorrisi, dispensando abbracci carichi d’amore. La sera dopo aver placato l’irruenza del desiderio, calde lacrime s’adagiarono sul corpo di Wi affinché anche il più piccolo segno di risveglio rimanesse sopito. Assecondando il costante malessere interiore il giovane Cantastorie diede tutto se stesso per ricambiare tanta generosità, portando l’allegria e la bontà che da sempre lo contraddistinguevano…ben presto però, l’idillio si trasformò in inferno.

Così ragiona il Male! Presentandosi con l’abito più sgargiante porta le sue ignare vittime alle stelle, offrendo un caldo riparo dentro il quale dimenticare se stessi, perdendo giorno dopo giorno il controllo della propria vita; lentamente tutte quelle subdole sicurezze vengono meno, gli abbracci diventano improvvisamente fredda indifferenza, i sorrisi, ghigni sprezzanti e i dolci sussurri si trasformano in parole taglienti che spezzettano l’anima.

La Vecchia Strega Zoppa orchestrò a dovere il suo diabolico piano, aiutata come sempre dal Demone più nero: il Demone della Menzogna. Ogni notte zoppicando furtivamente verso la cantina, evocava col suo malvagio sussurro l’infernale alleato; lontano da occhi indiscreti, insieme, recitavano un antica nenia suggellando così il perpetuarsi del loro patto:

Diamo al Bene ciò che vuole,

divoriamo senza freno queste anime sole,

sputiamo sopra all’inutilità dell’amore,

ingannando chi pensa d’aver trovato calore.

Togliamo a loro ciò che abbiamo dato,

affinché urlino di dolore,

nel loro tempo malandato.

Lentamente, ogni giorno,

si consumi un viaggio senza ritorno,

che non rimanga più memoria di quell’ignobile canto,

ora il Male è arrivato, travestito come un Santo.”

Col passare dei mesi Wi dimenticò chi era e le sue storie cominciarono a perdere il loro benefico effetto; non c’era più ardore né forza in quelle parole tanto meno spavalda sicurezza nel suo camminare, divenuto ormai un apatico girovagare senza senso.

Il Ragazzo Deviato s’allontanò da lui sogghignando ripetutamente sopra quei patetici racconti; rintanato nella sua stanza le mille deviazioni mentali fecero crescere un forte desiderio di vendetta che in breve sarebbe sfociato in un violento delirio di accuse. Madame Borderline si fece sempre più assente divisa tra il falso desiderio di aiutare il prossimo e i tanti amanti che aveva ripreso a frequentare. La Vecchia Strega Zoppa smise di regalare sorrisi e come di consuetudine, girata di spalle, zoppicando verso l’infinito prese a recitare sottovoce nei confronti di Wi le calunnie più abiette che in breve deturparono l’essenza magica del giovane Cantastorie. Nonostante stesse dando l’anima, ogni sforzo come ogni parola venivano sistematicamente ignorati esaltando qualsiasi altro uomo che non fosse lui. Spesso la sera si ritrovava solo a pensare che forse, stava sbagliando qualcosa, che forse, non stava facendo abbastanza…ma come accontentare l’incontentabile…di nuovo, l’antico giogo dell’annientamento riprese a pulsare più forte che mai.

La Vecchia Strega Zoppa nel vedere il suo nemico indifeso e sempre più debole esplose una sinistra risata che percosse il tempo; la Casa Malata fece innalzare dalle sue marce radici l’ombra dell’oscurità che in breve s’impadronì di nuovo del piccolo paesino di montagna. La malefica strega aveva preparato con dovizia la punizione da infliggere a quell’ingenuo giovane, ora, restava da compiere l’ultimo passo; forgiare col rovente alito del Male una nuova creatura.