Marzo 9, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 8-IL PIANO DIABOLICO

By MATTEO DI GENNARO

Incamminandosi verso la loro nefasta dimora, lontano dalla luce di Wi, Madame Borderline, e il Ragazzo Deviato, lentamente tornarono ad essere il simbolo della miseria e della meschinità; l’influsso malefico della Casa Malata, attese con pazienza il loro arrivo, consapevole più che mai, del suo magnetico dominio.

La Vecchia Strega Zoppa, nascosta nella cantina, divenuta ormai, il macabro laboratorio del Male, sottovoce, disegnando col suo passo claudicante un triangolo ripetuto all’infinito, forgiò nelle vene del tempo il suo Complotto, un Piano Diabolico che avrebbe eliminato senza pietà il giovane Cantastorie, un nemico, al quale non avrebbe lasciato via di scampo…annientandolo…distruggendo la sua vita, pezzo dopo pezzo. Le rughe del viso si contrassero con forza, disegnando solchi profondi grondanti di sangue, i denti divennero aguzzi e taglienti come lame affilate, gli occhi, un pozzo nero senza fondo. Un vento freddo avvolse la Casa Malata, soffiando il suo gelido respiro, dentro le parole della vecchia strega…un’antica nenia sgorgata dalle profondità dell’inferno.

In breve, tutto si placò, La Vecchia Strega Zoppa, riprendendo le fattezze di un’anziana signora, uscì dalla cantina, salutando con garbo gli occasionali passanti, che ricambiarono festosi, guardando con tenerezza a quell’esile creatura sempre indaffarata; zoppicando, entrò in casa a preparare il sontuoso pranzo per il nipote.

Radunati tutti e tre intorno al tavolo, apparentemente, sembrava una famiglia normale, impegnata a consumare il pasto della domenica…ma non era affatto così…un malsano silenzio regnava incontrastato dentro la Casa Malata.

La voracità del Ragazzo Deviato, intento a sbranare le abbondanti portate della nonna, soffocò sempre più, l’inatteso desiderio di normalità giunto nell’ascoltare Wi, e la crescente perversione, innescata dalla sua malata personalità, fece dimenticare a Madame Borderline, l’eterna bellezza di un amore, compreso solo per pochi attimi.

Compiaciuta del suo immondo potere, La Vecchia Strega Zoppa, spiegò alle succubi creature, ciò che avrebbero dovuto fare:

Miei cari, il nemico è giunto! Nella sua stupida innocenza, pensa di sgretolare con melense parole, tutto ciò che abbiamo costruito; questo, non deve accadere! Figlia mia, dovrai ammaliare con la tua bellezza il giovane Cantastorie, usa il tuo potere di persuasione, bagna con le tue lacrime il cuore di quel miserabile, irretisci il suo corpo sfruttando ciò che ti riesce meglio, e tu, mio nipote adorato, mostrati desideroso di conoscere le sue assurde storie, sii gentile, accoglilo con un tenero abbraccio…fagli credere di essere la tua forza…soddisfa il suo innato bisogno di donare amore…cosicché, quando sarà giunto il momento, tutta questa illusione lo divorerà, inghiottendolo dentro il buio più nero.

Figlia mia, avrai un figlio da quell’uomo, una giovane vita da addomesticare, da ammaestrare al sapere dell’Inganno e della Menzogna; crescendo, diverrà forte come nessun altro, caparbio, deciso…un astuto guerriero, che governerà l’ombra del Male, annientando chiunque osi anche solo scalfirla!

Questa, miei cari, è la battaglia più dura, la Luce si sta insinuando tra di noi, ma la sua purezza, sarà anche la sua rovina…non c’è niente di più patetico, dell’assurda ostinazione del Bene.

Siate vigili!

Non abbassate la guardia!

Che lo scontro abbia inizio!”

Zoppicando verso il giardino, La Vecchia Strega Zoppa, sussurrò diabolicamente la sua maledizione, su Wi il Cantastorie.