Marzo 2, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 7-L’INCONTRO

By MATTEO DI GENNARO

Rintanata nella Casa Malata, La Vecchia Strega Zoppa, col suo passo claudicante, ripercorreva avanti e indietro ogni metro consumato, la Luce portata da Wi, giorno dopo giorno, stava frantumando il Buio meticolosamente forgiato.

Madame Borderline e il Ragazzo Deviato, ascoltavano nascosti le parole del giovane Cantastorie, piangendo lacrime di gioia…in quei momenti, fu come tornare agli albori della loro esistenza, quando ancora non erano stati soggiogati, dalla malvagità della vecchia burattinaia.

Gli abitanti del paesino di montagna, accompagnati dalla freschezza di quelle storie, avevano ripreso le loro normali esistenze, lavorando di buona lena, aiutandosi uno con l’altro…timidamente, quel piccolo angolo di mondo, stava ritrovando la pace.

In una calda mattina di fine estate, gli occhi di Wi, si posarono sulla creatura più bella e dolce che avesse mai visto, nella sua vita amò molte donne, ma nessuna mai, riscaldò il suo cuore come quella Dea, apparsa all’improvviso dal nulla. La vide, avvicinarsi in tutto il suo regale splendore, i fluenti capelli neri danzavano leggiadri ad ogni passo, e quel sorriso, esploso in tutta la sua dirompente irruenza, s’impadronì dell’anima del giovane Cantastorie.

Tutto sparì, non esisteva più niente, solo quell’incomprensibile richiamo, e il canto d’amore di Wi:

Quante vite ho avidamente consumato,

per tornare da te.

Quanti giorni vissuti inutilmente, lontano,

dalla mia unica ragione di vita.

Amor mio quanto freddo,

senza il calore della tua voce.

Amor mio, quante lacrime,

a bagnare il mio desolato tempo.

Nell’oscurità della notte,

ho ascoltato il tuo silenzio,

perché perfino quello,

è un dono, a cui non potrei mai rinunciare,

perché il tuo silenzio,

mi sazia più di mille parole.

Amor mio, ora sei di nuovo qui,

a pochi passi da me,

e se tutta l’amarezza che mi ha avvolto,

è servita per ritrovarti,

ringrazio con gaudio, ogni mia pena.

Amor mio, avvicinati,

amami come solo tu sai fare,

unisciti a me,

negli intrecci infiniti, dell’eternità.”

Passeggiarono a lungo, parlando con la frenesia, di chi, da troppo tempo, è rimasto lontano…i loro occhi, increduli nell’essersi di nuovo ritrovati, divennero una cosa sola, attraversando i ritagli di inutili esistenze, vissute a metà.

Nelle settimane seguenti, Wi e Madame Borderline, continuarono i loro incontri, accompagnati dal tepore del sole; in rare occasioni, si unì a loro anche il Ragazzo Deviato, affascinato dai racconti del Cantastorie. Col tempo si affezionò a Wi, capendo che non era come gli altri uomini frequentati dalla madre, in lui scorgeva sincero amore, giovialità, ma anche forza e determinazione…ben presto, nel Ragazzo Deviato, si accese la flebile speranza di poter godere anch’egli, di quegli stessi sentimenti, mai provati prima.

L’occhio della Vecchia Strega Zoppa, però, era vigile più che mai. Avrebbe atteso il rientro della figlia e del nipote, mostrandosi a loro, in tutta la sua crudeltà.