Gennaio 26, 2021

LA CASA MALATA – CAPITOLO 2-MADAME BORDERLINE

By MATTEO DI GENNARO

In questo secondo capitolo conosceremo Madame Borderline, la sua innata capacità nel gestire le emozioni nonché far tornare ogni parola e situazione a proprio vantaggio, sfruttando inconsapevolmente una personalità malata quanto instabile.

CAPITOLO 2

Madame Borderline

Povera, sventurata creatura, messa al mondo non per amore, ma solo per appagare il malsano desiderio della madre di dare continuità alle sue torbide menzogne, di avere un alleato col quale perseverare nella sua manipolazione.

Una delle tante abilità della Vecchia Strega Zoppa era di saper trasformare non solo il Bene in Male, ma anche le proprie sembianze. Una notte evocò malefiche entità che rigenerarono il suo corpo vecchio e stanco facendola rifiorire in una giovane donna dall’irresistibile bellezza, fra tanti, scelse un uomo, il più buono, il più puro, nella sua contorta logica il più manovrabile. In breve rimase incinta dando alla luce una bambina paffuta dall’incantevole sorriso. Negli anni a venire La Vecchia Strega Zoppa iniziò un lento quanto inesorabile logorio psicologico nei confronti del marito, ormai non serviva più, aveva assolto il suo compito e andava eliminato. Il pover’uomo continuò a lavorare duramente per soddisfare ogni richiesta della moglie, ma non bastava mai, voleva sempre di più, ogni parola detta come ogni azione compiuta veniva sapientemente rimodellata per farlo apparire meschino, cattivo, inutile, l’unica gioia dello sventurato era il sorriso carico d’amore della figlia, ma ben presto anche questo dono non basto più, all’improvviso, una sera d’autunno il suo cuore cessò di battere. Il sorriso della bambina si spense assieme al cuore del padre, la madre riprese le sue vere sembianze e da quel momento, la bambina divenne Madame Borderline. Gli insegnamenti della Vecchia Strega Zoppa e una personalità fragile sdoppiarono la sua natura facendola divenire ora dolce e indifesa ora meschina e subdola. Le lacrime che a getto continuo bagnavano il suo volto impietosivano chi aveva la sventura di posare gli occhi su di lei, celando una maschera sapientemente costruita nel tempo. Madame Borderline insegnava ai bambini, si prendeva cura delle persone indifese dispensando umanità senza mai tirarsi indietro, ma non c’era amore nelle sue parole, nelle sue carezze, nelle sue emozioni, solo l’incontrollato bisogno di soddisfare un ego malsano. L’altro aspetto della sua personalità, quello più perverso e nero veniva consumato nell’ombra del compromesso accoppiandosi fugacemente come un animale impazzito, gridando volgarità che imbrattarono con osceni orgasmi l’essenza del vero amore. Soddisfatti i suoi torbidi bisogni tornava alla vita di sempre come se nulla fosse accaduto donando di nuovo lacrime di commozione e tenera comprensione.

Protetta dallo sguardo attento della madre, Madame Borderline continuò per anni la sua malsana esistenza fino a quando giunse il momento di dare nuova linfa all’astuto messaggio dell’inganno.

Con parsimonia si mise alla ricerca di un’anima ingenua da circuire, trovandola, ammaliò la sua preda apparendo vittima di un mondo cattivo, si mostrò fragile fomentando nel povero sventurato l’idea d’essere un cavaliere giunto a salvare la sua principessa dalle fauci dell’orco cattivo. Rimase incinta dando alla luce un bambino sano e usando lo stesso metodo della madre lentamente sgretolò le sicurezze del marito devastandolo giorno dopo giorno fino a che, allo stremo delle forze, abbandonato da tutti, perfino dal figlio che mai comprese la grandezza del padre, fuggì in preda all’oblio. Il figlio crebbe sotto l’infausto giogo di coloro che avrebbero dovuto proteggerlo, divenendo anch’egli parte del malefico piano della Vecchia Strega Zoppa. Oppresso da un malessere persistente, soggiogato dalle parole diaboliche opportunamente inserite nella sua mente, quel grazioso bambino si trasformò nel Ragazzo Deviato.