Agosto 4, 2020

L’ARTE DELLA PAZIENZA

By MATTEO DI GENNARO

Un antico proverbio cinese recita:

“Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico”.

Queste parole antiche solo all’apparenza macabre e violente, racchiudono un messaggio di infinita saggezza, parole che hanno rafforzato ancora di più nel mio cuore la convinzione che la Verità Assoluta dell’Uomo risiede nel primordiale battito del tempo.

La cultura cinese da sempre si esprime in metafore, non credo che questo antico proverbio si riferisse ad una persona fisica, ad un nemico fatto di carne e ossa, bensì ai nostri demoni interiori, quali la collera, l’odio, il desiderio di vendetta, il rancore…e così via.

Nel momento in cui siamo sopraffatti da queste emozioni deleterie diremo cose di cui potremmo pentirci, agiremo in modo improprio arrecando danno non al nostro ipotetico nemico, ma solo a noi stessi…in alcuni casi, i danni causati saranno irreparabili, senza ritorno. I nostri pensieri verranno inondati da un turbinio di violenza che non genererà altro che ulteriore violenza, il nostro problema non si risolverà, la ferita che abbiamo dentro non si rimarginerà, il dolore che proviamo non cesserà, anzi, continuerà a divorarci lentamente.

Partendo dal presupposto che nessuno è un santo, per quello che mi riguarda sono convinto che neanche esistano, ma questa è un’altra storia, orientarci verso un approccio diverso, lontano dall’impulso dell’istante, giova a noi stessi, quindi, in quel preciso attimo stiamo facendo nient’altro che un piacere a noi stessi.

Il non agire, il restare calmi, distaccati, saper aspettare soprattutto nei primissimi frangenti risulta essere la soluzione migliore.

Questo non significa restare inermi, diventare apatici, aspettare che qualcosa o qualcuno ci venga in aiuto, tutt’altro, significa invece agire, concentrare le nostre energie in pensieri costruttivi, organizzarci il lavoro, coltivare le nostre passioni, una chiacchierata con un buon amico, riscoprendo così l’enorme grandezza che risiede dentro di noi, e mentre saremo occupati a fare tutto questo, l’angoscia scomparirà e le nostre ferite faranno sempre meno male, questo, significa sedersi lungo il fiume ad aspettare il cadavere del nostro nemico.

Non sarà lontano il giorno in cui vedremo scorrere davanti a noi la sua disfatta e non vi biasimate per non averlo colpito con la medesima cattiveria perché sarà la vita stessa a farlo, quella stessa vita che avrete preso per mano e che vi renderà merito nei giorni che verranno.