Maggio 20, 2020

…ALL’IMPROVVISO

By MATTEO DI GENNARO

I nostri giorni si susseguivano tranquilli, il lavoro, gli amici, una serata in pizzeria con la famiglia, un’irruenta notte d’amore, una partita di pallone, una sigaretta…tutto era disteso ai nostri piedi, pronto per essere consumato.

Di colpo, tutto è cambiato…all’improvviso, tutto si è capovolto.

La normalità divenne nient’altro che una lontana chimera, trasformandosi nel tempo in una buia creatura da temere e da condannare…mentre l’anormalità, con la sua inquietante logica, diveniva prepotentemente padrona delle nostre giornate.

Un virus sconosciuto e cattivo aveva cominciato a mietere vittime, partito da lontano, stava velocemente spargendo il suo alito di morte in ogni angolo del mondo…all’improvviso, la luce si era trasformata in buio, la gioia in dolore, il sorriso in pianto…la paura era entrata nelle nostre vite dalla porta principale.

I mezzi d’informazione cominciarono a bombardarci di notizie, servizi giornalistici e talk show, la politica, con le sue simpatiche macchiette, cercava con dubbi risultati di rassicurarci, promettendo senza mantenere, creando caos e malessere…in ultimo, i grandi capi religiosi decisero di affidarsi come sempre alla preghiera, con volti affranti e distrutti, ma paffuti, esortavano i fedeli a raccogliersi recitando antiche nenie, come se queste servissero veramente a risolvere il problema.

Il terrore era scolpito nei nostri occhi, vagavamo con lo sguardo in cerca di risposte senza trovarne una…chi doveva darci sicurezza in realtà non faceva altro che incrementare desolazione e sbandamento, vuoi per incapacità, vuoi per convenienza…si, proprio così, incapacità e convenienza…e mentre tutto questo accadeva, il virus continuava indisturbato il suo macabro cammino.

Ogni giorno i morti crescevano sempre più, intere famiglie spazzate via, medici, infermieri e operatori sanitari sottoposti a turni massacranti in condizioni di lavoro quanto meno discutibili, in quanto i presidi di alcune realtà tardavano ad arrivare. Aziende costrette a chiudere senza sapere se e quando il loro sogno imprenditoriale avrebbe di nuovo pulsato vita. Col tempo poi è aumentato l’allarmismo gratuito assieme all’esercito degli opportunisti pronti a chiedere sussidi e redditi perché da sempre abituati a vivere sulle spalle degli altri.

Il mondo si stava fermando!

Piegato! In ginocchio! Messo in quarantena!

…All’improvviso però, di nuovo, tutto cominciò a cambiare!

Lentamente ci siamo rialzati, leccandoci le ferite, accettando la nuova realtà diventando parte di essa. Rinchiusi tra le mura domestiche per quasi due mesi ci siamo reinventati una vita, trasformando forse inconsapevolmente l’incubo in un dono, assaporando il tempo insieme ai nostri cari, formando tribù virtuali grazie alle video chiamate e ai Social, riuscendo a frantumare l’oblio in cui eravamo precipitati.

Attingendo dalla nostra forza, riscoprendola, abbiamo capito che l’unico modo per riemergere è proprio quello di credere in noi stressi, e mentre i politici e i capi religiosi continuano nei loro discorsi senza senso, NOI, abbiamo cominciato a combattere la nostra battaglia, guerrieri indomiti con scudi e lance pronti ad urlare al mondo che nessun virus, nessuna pandemia potrà mai spegnere la fiamma della vita.

A chi si lascia andare, sopraffare dalla voglia di non lottare…dico alzati! Cosa stai aspettando!

A chi continua a rimbalzare discorsi senza senso…dico va bene, non sai fare altro.

A chi si scervella per avere un sussidio o un reddito…dico, invece di sprecare il tuo tempo per avere l’elemosina, investi quel tempo per uscirne vincitore…datti da fare!

A chi sta lottando nonostante tutto…dico, avanti così! Forza! Il tuo coraggio verrà premiato!

L’uomo che torna dal buio, non è mai l’uomo che è partito,

ha qualcosa di diverso, di più grande.

Omero

Virus – Monologo

Non volevo entrare nelle vostre vite,

non le conoscevo nemmeno.

Mi hanno creato immondo e devastante,

scaricando su di me la loro arroganza inquinante.

Un freddo laboratorio, una tiepide luce,

la mia nefasta dimora, la mia oscura signora.

Sentivo voci strane, parlare in quel lontano mattino,

capendo troppo tardi il loro piano meschino.

Non volevo infettare le vostre vite,

non le conoscevo nemmeno.

Mi hanno usato nel modo più crudele,

per arricchirsi su di voi usando il loro immondo sapere.

Credetemi, ho cercato di scappare, in qualche modo di riparare,

ma non è servito a niente, sono nato per fare male.

Non volevo sfiorire le vostre vite,

non le conoscevo nemmeno.

Spero solo che questo mio grido non vada perduto,

che non sia deriso e che non rimanga incompiuto.

Vorrei che fosse ascoltato, una volte per tutte,

e che possa servire a ingabbiare i miei padri,

che tante vite hanno distrutto.